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Over The Rhine - The Trumpet Child - 0634457190023

Un cd di  OVER THE RHINE  prodotto da Great Speckled Dog Records, 2008

  • Prezzo di Listino: € 27.75
  • € 33.75
  • A causa delle condizioni di fornitura offerte dall'editore/fornitore
    siamo costretti ad aumentare di € 6.00 il costo del prodotto

"I don’t wanna waste your time with music you don’t need". Così esordiscono gli OTR di The Trumpet Child; questa frase è il manifesto della loro musica. Non fanno musica per soldi, non fanno musica per notorietà, scrivono e suonano musica per condividere emozioni, per fare quello che gli viene più spontaneo e necessario e cioè raccontarsi. Quindi il messaggio è chiaro, se non hai spazio da dedicarci, se non hai voglia di "perdere tempo" con la nostra proposta, lascia perdere, vuol dire che non ne hai bisogno. Se invece hai tempo da dedicarmi, "let me fill your cup", come recitano sempre nel brano di esordio. E dal punto di vista musicale, di materiale con cui riempirci ce n’è davvero tanto. Si parte con un’intro di fiati leggermente dissonanti che chiamano subito in causa il Tom Waits di Swordfishtrombones (o lo Springsteen degli esordi con The E-street shuffle), poi parte il piano con un chiaro rimando a Desperado degli Eagles (troppo evidente per non essere voluto); neanche un minuto di canzone e già conosciamo le prime coordinate dell’album. Trouble e I’m on a roll sono brani con influenze mitteleuropee (quasi da avanspettacolo, con il loro andamento fortemente ritmato) che ci traghettano a due perle come Nothing is innocent e The Trumpet Child che, se dal punto di vista musicale viaggiano sulle stesse coordinate di un jazz caldo e coinvolgente guidato dall’incredibile voce di Karin, sono invece diametralmente opposte per quanto riguarda i testi; duro e freddo il primo (Silence is loud, humility is so proud, nothing is innocent now), poetico e pieno di speranza il secondo che ci racconta attraverso una favola la possibilità di riempire di gioia, attraverso il suono di una tromba, quel mondo che l’uomo sta portando alla distruzione. Dopo le forti emozioni, si arriva ad un break dove ci viene proposta una classica pop song (dichiarata anche nel titolo, Entertainig Thoughts) alla OTR con la voce di Karin più leggera che mai e che ci trasmette in maniera fisica quel sentimento di serenità e divertimento che prova cantandola. Poi un tridente che recupera le sonorità introdotte precedentemente, confermando quel dubbio che si era messo a ronzarci in testa fin dalla prima nota ascoltata: questo disco è un vero e proprio omaggio a tutta quella musica che gli OTR amano, a tutta quell’arte che nel corso di questi dieci e più anni di carriera li ha influenzati. Se il tarlo del dubbio dovesse rimanervi, sicuramente verrebbe spazzato via dalle ultime due canzoni del disco: Don’t Wait for Tom, dove il fantasma che aleggia su tutto il disco finalmente esce allo scoperto e non solo nel divertente titolo, ma anche e soprattutto nella struttura waitsiana (appunto) della canzone, l’unica (ma va???) cantata dalla voce maschile di Linford Detweiler. If a song could be president è un pezzo assolutamente country che conclude il disco rendendo ormai palesi gli intenti della band, omaggiare tutto ciò che gli piace; nel testo molto molto divertente suppongono di candidare una canzone a presidente delgi Stati Uniti, presidente che avrà come collaboratori Steve Earle, Lightin’ Hopkins, Patsy Cline, Neil Young (even though he came from Canada), EmmyLou Harris e John Prine.....davvero un gioiello!! In conclusione vorrei evidenziare due fattori che aggiungono un di più ad un disco già bello: la voce di Karin Bergquist mai così bella e versatile e la sapiente gestione dei fiati, presenti in tutto l’album a seconda delle necessità della singola canzone. In definitiva credo che gli OTR si siano veramente divertiti a realizzare un album, decisamente diverso dai due (stupendi!!!!) lavori precedenti, in cui hanno voluto farci partecipi del loro amore per la (buona) musica e per la vita. Buon ascolto.

Recensione Unilibro a cura di uncleFloyd

Dettagli del prodotto

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Over The Rhine - The Trumpet Child"
Musica per condividere emozioni
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"I don’t wanna waste your time with music you don’t need". Così esordiscono gli OTR di The Trumpet Child; questa frase è il manifesto della loro musica. Non fanno musica per soldi, non fanno musica per notorietà, scrivono e suonano musica per condividere emozioni, per fare quello che gli viene più spontaneo e necessario e cioè raccontarsi. Quindi il messaggio è chiaro, se non hai spazio da dedicarci, se non hai voglia di "perdere tempo" con la nostra proposta, lascia perdere, vuol dire che non ne hai bisogno. Se invece hai tempo da dedicarmi, "let me fill your cup", come recitano sempre nel brano di esordio. E dal punto di vista musicale, di materiale con cui riempirci ce n’è davvero tanto. Si parte con un’intro di fiati leggermente dissonanti che chiamano subito in causa il Tom Waits di Swordfishtrombones (o lo Springsteen degli esordi con The E-street shuffle), poi parte il piano con un chiaro rimando a Desperado degli Eagles (troppo evidente per non essere voluto); neanche un minuto di canzone e già conosciamo le prime coordinate dell’album. Trouble e I’m on a roll sono brani con influenze mitteleuropee (quasi da avanspettacolo, con il loro andamento fortemente ritmato) che ci traghettano a due perle come Nothing is innocent e The Trumpet Child che, se dal punto di vista musicale viaggiano sulle stesse coordinate di un jazz caldo e coinvolgente guidato dall’incredibile voce di Karin, sono invece diametralmente opposte per quanto riguarda i testi; duro e freddo il primo (Silence is loud, humility is so proud, nothing is innocent now), poetico e pieno di speranza il secondo che ci racconta attraverso una favola la possibilità di riempire di gioia, attraverso il suono di una tromba, quel mondo che l’uomo sta portando alla distruzione. Dopo le forti emozioni, si arriva ad un break dove ci viene proposta una classica pop song (dichiarata anche nel titolo, Entertainig Thoughts) alla OTR con la voce di Karin più leggera che mai e che ci trasmette in maniera fisica quel sentimento di serenità e divertimento che prova cantandola. Poi un tridente che recupera le sonorità introdotte precedentemente, confermando quel dubbio che si era messo a ronzarci in testa fin dalla prima nota ascoltata: questo disco è un vero e proprio omaggio a tutta quella musica che gli OTR amano, a tutta quell’arte che nel corso di questi dieci e più anni di carriera li ha influenzati. Se il tarlo del dubbio dovesse rimanervi, sicuramente verrebbe spazzato via dalle ultime due canzoni del disco: Don’t Wait for Tom, dove il fantasma che aleggia su tutto il disco finalmente esce allo scoperto e non solo nel divertente titolo, ma anche e soprattutto nella struttura waitsiana (appunto) della canzone, l’unica (ma va???) cantata dalla voce maschile di Linford Detweiler. If a song could be president è un pezzo assolutamente country che conclude il disco rendendo ormai palesi gli intenti della band, omaggiare tutto ciò che gli piace; nel testo molto molto divertente suppongono di candidare una canzone a presidente delgi Stati Uniti, presidente che avrà come collaboratori Steve Earle, Lightin’ Hopkins, Patsy Cline, Neil Young (even though he came from Canada), EmmyLou Harris e John Prine.....davvero un gioiello!! In conclusione vorrei evidenziare due fattori che aggiungono un di più ad un disco già bello: la voce di Karin Bergquist mai così bella e versatile e la sapiente gestione dei fiati, presenti in tutto l’album a seconda delle necessità della singola canzone. In definitiva credo che gli OTR si siano veramente divertiti a realizzare un album, decisamente diverso dai due (stupendi!!!!) lavori precedenti, in cui hanno voluto farci partecipi del loro amore per la (buona) musica e per la vita. Buon ascolto.